giovedì 1 agosto 2013

Capitolo 10:Un Umore Tempestoso

<<Cos'è questo baccano?>>tuonò il signor Bontempi. <<Vi si sente in tutta la scuola!>>
<<Ci scusi, signore>>, intervenne l'Ostrogoto. <<La porta era bloccata, non riuscivo a chiuderla e un colpo di corrente le ha fatte sbattere tutte.>>
<<Uhm...>>fece il preside, guardandosi intorno. <<Che ci fa nei bagni dei maschi, signorina Pollock>>domandò, mentre lei cercava di farsi minuscola. <<Dovrebbe essere in classe!>>
Guardò l'Ostrogoto che si tamponava il naso con un asciugamano, poi i suoi occhi tornarono sulla ragazzina.
<<Cosa stavate combinando voi due? Avete fatto a botte?>>chiese tra il sospettoso e il preoccupato.
Oksa, interdetta e confusa, fu incapace di pronunciare una singola parola. Sono la ragazza più pericolosa del mondo, non riesco a controllare i miei poteri... era tutto ciò che in quel momento avrebbe potuto dire. L'Ostrogoto le lanciò un'occhiata astiosa, poi, con una risatina, rispose:<<A botte? Oh no, signore! Il professor Lamaire mi ha autorizzato a lasciare la lezione perché mi usciva il sangue dal naso. Ho incontrato in corridoio Oksa Pollock che mi ha accompagnato qui in bagno per assistermi>>.
Nell'udire l'Ostrogoto mentire in quel modo, Oksa rimase interdetta. L'unica verità in quelle parole era il suo nome! A proposito, come faceva a conoscerlo? E perché mai raccontava simili frottole al signor Bontempi?
Certe connessioni del cervello di lui dovevano aver subìto un danno nel momento dell'incidente, non si spiegava altrimenti! Che interesse poteva avere nel nascondere la verità? Per non parlare dell'occasione d'oro che aveva avuto di metterla nei guai. Ma forse quella non era la prima volta che succedeva e tutte quelle menzogne gli servivano solo a coprire... se stesso.
<<E' così, signorina Pollock? Non c'è stata alcuna zuffa?>>
<<No, signore>>,rispose Oksa con calma, sebbene il cuore le battesse all'impazzata. <<Sarei davvero incapace di fare a botte con un ragazzo così robusto!>>aggiunse con una smorfia, evitando con cura gli occhi del personaggio in questione.
Si maledì per aver fatto la parte di una simile lagna. Certo che era capace di fare a botte! E ne aveva appena dato prova...
<<In effetti non la immagino proprio nei panni di un pugile!>>sottolineò il signor Bontempi, contraddicendo a voce alta i pensieri di Oksa. <<Bene, giovanotto, dovrebbe fare un salto in infermeria.>>
<<Non è necessario, signore>>,rispose l'Ostrogoto. <<Torno in classe. Va molto meglio.>>
Detto questo girò sui tacchi, uscì dai bagni rigido come un palo e non degnò Oksa nemmeno di uno sguardo. Una volta uscito, il signor Bontempi riprese l'interrogatorio.
<<E lei, signorina Pollock, cosa ci faceva nel corridoio a quest'ora? Andava in bagno pure lei?>>
<<No, signore. Ero stata... cacciata dall'aula dal pro... professor McGraw>>, balbettò, troppo turbata per inventare qualsiasi frase che non fosse la pura verità.
<<Cacciata? Oh!... E perché mai?>>ribatté il signor Bontempi accigliato,
<<Non lo so, signore>>, rispose lei con un filo di voce.
<<Come sarebbe, non lo sa?>>
<<Mi ha detto di uscire dalla classe e basta, signore.>>
<<E' inaudito...>>bofonchiò lui tra i denti.
La osservò con un po' più di attenzione: aveva un'aria troppo inoffensiva; perché uno come McGraw l'aveva sbattuta fuori dalla classe? Si domandava cosa avesse mai potuto suscitare un provvedimento tanto severo. Un'allieva nuova, poi...
<<Venga con me.>>
Il preside la guidò posandole una mano sulla spalla. Quando Oksa capì che si stavano dirigendo verso l'aula di scienze, sentì crescere la disperazione.
<<Oh, no, pietà>>si lasciò scappare.
Il signor Bontempi doveva avere l'orecchio particolarmente fine perché udì quelle parole, anche se appena mormorate.
<<Perché 'pietà', signorina Pollock? E' tanto terribile, il professor McGraw?>>
<<No, no, signore...>>mentì lei.
Percorreva il corridoio con il colonnato che dava sul cortile in compagnia del preside come se stesse camminando sui carboni ardenti. La rabbia e la preoccupazione le esplodevano dentro, scorrendo nelle vene come un veleno. La disavventura nei bagni l'aveva molto turbata e non aveva alcuna voglia che McGraw aggiungesse un carico supplementare. Il preside si bloccò all'improvviso e, sporgendosi verso il cortile, guardò il cielo e mormorò:<<Accidenti, sembra proprio che si stia preparando un bell'acquazzone...>>
In effetti, nuvoloni spessi e neri stavano oscurando il cielo. In un battibaleno divenne buio. Sebbene fossero solo le dieci del mattino, sembrava che stesse calando la notte. Nelle aule si accesero le luci, rischiarando i corridoi. Oksa avvertì un brivido percorrerle la schiena, quando all'esterno si abbatté con furia una pioggia violenta.
Giunsero infine davanti alla porta dell'aula di scienze. Dopo aver bussato due volte, il signor Bontempi entrò in classe. Gli allievi si alzarono facendo stridere le sedie sul parquet, esattamente come poco prima aveva fatto lei. Accidenti, al signor McGraw non farà per niente piacere; di certo le cose per me non si mettono al meglio...pensò Oksa desiderando con tutta se stessa di diventare invisibile. Chissà se quei suoi nuovi poteri glielo avrebbero permesso!
<<Signor preside, cosa posso...>>
<<Professor McGraw, questa alunna vagava sperduta per i corridoi e volevo assicurarmi che ritrovasse la sua classe>>,lo interruppe il signor Bontempi, sorvolando sull'episodio nel bagno dei maschi.
<<La signorina Pollock non vagava sperduta, signor preside, l'avevo cacciata dall'aula>>, precisò secco McGraw.
<<Chiedo scusa>>, lo interruppe il signor Bontempi. <<Non credo di aver sentito bene, questa pioggia fa un baccano d'inferno...>>
McGraw ripeté quello che aveva appena detto, alzando la voce per coprire oltre fracasso della pioggia scrosciante. Era molto pallido, in preda a evidenti sforzi per contenere la rabbia.
<<E cosa avrà mai fatto la signorina Pollock per meritare di essere cacciata?>> insistette il signor Bontempi in tono neutro.
<<È acqua passata, signore>>, mormorò McGraw bianco di collera. <<Voglia riprendere il suo posto, signorina Pollock.>>
E per la prima volta dall'intervento del preside, lo sguardo di McGraw incrociò quello di Oksa. Uno sguardo cupo e sinistro che la ragazza percepì come un graffio. Sentì il cervello congelarsi per poi esplodere. Un dolore lancinante, come se dei lampo affilati le lavorassero la scatola cranica. Improvvisamente si udì un tuono tremendo, seguito da un lampo folgorante che sferzò il cielo color inchiostro. Si spensero tutte le luci e dalle aule si udirono delle grida.


<<Bontà divina!>>esclamò il signor Bontempi. <<I fusibili che saltano, ci mancava anche questa!>>
Assordata dal frastuono della tempesta, e approfittando dell'oscurità nella quale l'intera scuola era piombata, Oksa uscì dall'aula la cui porta rimasta aperta stava sbattendo contro il muro. Mentre i tre piani di loggiato venivano spazzati da una potente corrente d'aria, gli allievi in preda al panico si precipitavano all'uscita delle aule. Oksa si avvicinò al parapetto e osservò il cielo con un misto di fascino e terrore. Le nuvole nere liberavano lampi terribili che si succedevano a ritmo sostenuto, rischiarando a intermittenza il cortile e le statue di pietra.
<<E' arrivato il diluvio universale!>>gridò un ragazzo accanto a lei.
<<La fine del mondo!>>rincarò un altro, filando a nascondersi in classe.
Quanto a Oksa, non riusciva a staccare gli occhi da quello spettacolo apocalittico. La violenza degli elementi aveva la stessa intensità di ciò che provava lei e, sebbene atterrita, si sentiva in perfetta armonia con quel cielo nero lacerato dai fulmini.
<<Non ho mai visto un temporale così forte>>,commentò qualcuno lì vicino.
Oksa si girò e riconobbe Merlin.
-E' infernale!>>gridò lei per farsi sentire. <<Vieni via, può essere pericoloso!>>
Il temporale non durò a lungo: qualche minuto più tardi la pioggia cessò, e le nuvole si dissolsero per lasciare spazio a un limpido cielo blu. Gli alunni, elettrizzati da quella interruzione, raggiunsero infine le proprie aule, e le lezioni ripresero in una calma un po' perturbata. Oksa si rannicchiò sulla sedia e, consapevole di esser stata risparmiata per ben tre volte-dall'Ostrogoto, da Bontempi e da McGraw-, si ripromise di non muovere più un muscolo fino al termine della lezione.


Durante la pausa i discorsi si concentrarono su due temi. Prima di tutto il temporale, le cui tracce erano ancora ben visibili: il cortile fradicio era cosparso di tegole rotte e sulla pavimentazione irregolare si erano formate delle pozze d'acqua. Il secondo argomento era nientemeno che Oksa. L'avevano vista in molti rientrare in classe scortata dal preside, e i pettegolezzi si sprecavano.
<<Brava>>,fece Gus. <<Mi hai fatto prendere di nuovo una strizza tremenda! Nessuno capisce cos'è successo, e il risultato è che ci vai di mezzo tu... non è giusto! In più, per una come te che odia farsi notare, è proprio un bel risultato!>>
<<Lo so, sono disperata... è un disastro>>,replicò Oksa avvilita.
<<Perché?>>intervenne Merlin, osservandola con attenzione. <<Meriteresti di esser portata in trionfo per aver tenuto testa a McGraw!>>
<<Brava, Oksa!>>si congratulò un altro compagno unendosi al gruppo. <<Hai osato dire a voce alta quello che pensavamo tutti! Quel McGraw sta davvero esagerando...>>
<<Finirà per darsi una calmata, sai>>,la rassicurò Zelda. <<Il preside non sembrava affatto contento di lui. Soprattutto visto che non avevi fatto niente!>>
<<Neppure tu, se è per questo>>,ribatté giustamente Oksa.
Stava per aggiungere che anche McGraw era stato maldestro nel lasciare che gli <<fuggisse>> il pennarello. Ma poiché su quell'episodio non si sentiva la coscienza molto pulita, preferì farlo passare sotto silenzio.
<<Roba da matti!>>aggiunse Merlin con aria scandalizzata.
Gus guardò desolato Oksa con la coda dell'occhio, mentre lei si rattrappiva ancora di più dietro il banco.


Passò il resto della giornata nel modo più discreto possibile, concentrandosi sulle lezioni, inclusa quella del professor McGraw che chiudeva la mattinata. Quest'ultimo le facilitò il compito, poiché per l'intera ora fece come se Oksa non esistesse. Non ne incrociò lo sguardo una sola volta. E nemmeno una volta rivolse commenti sgarbati a qualcuno. Sconcertati ma sollevati, i ragazzi approfittarono di quella tregua per seguire con la massima attenzione le parole di quel bizzarro professore.
<<Signor Poicassé e signorina Pollock, voi rimarrete in classe per sistemare i materiali>>,annunciò al suono della campanella.
Oksa guardò Gus con aria affranta. Quella giornata era tanto penosa quando interminabile.
<<Coraggio!>>lei mormorò Gus. <<Ci rivediamo in mensa, d'accordo?>>
<<D'accordo>>,replicò Oksa.
E mentre lei cominciava a raccogliere le provette sparse sul tavolo dal lavoro, Merlin risciacquava delle pipette.
<<Lo sai cosa pensava Einstein?>>le chiese all'improvviso.
<<No, non lo so>> rispose Oksa, lieta per quel diversivo.
<<Be', è incredibile. Lo si conosce soprattutto per la teoria della relatività, ma quell'uomo era un verso visionario: per esempio, aveva intuito la possibilità di utilizzare l'energia solare...>>
<<Sono assolutamente d'accordo con lei!>>echeggiò la voce del professor McGraw.
Oksa si raggelò, e Merlin perse tutto il suo contegno: nessuno dei due aveva sentito entrare il professore.
<<Cos'è che le piace così tanto di Eistein?>>proseguì quest'ultimo, con un'insolita luce nel viso.
La semplice menzione del grande scienziato aveva trasformato il rigido McGraw in un uomo sollecito e animato, pronto ad ascoltare quel suo giovane allievo.
<<E' soprattutto il suo lavoro sulla luce che mi interessa>>,rispose Merlin arrossendo, sorpreso e turbato da quell'improvviso interesse nei suoi confronti.
Dopo averlo osservato un momento, McGraw lo incoraggiò a proseguire.
<<Cosa sa del lavoro di Einstein?>>
Merlin esitò, poi si lasciò convincere dalla curiosità che leggeva negli occhi del professore.
<<Ha dimostrato che la luce poteva esser paragonata a un'onda o a una corrente di particelle...>>
<<Capisco come l'argomento la interessi, io stesso nutro una grande passione per quel magnifico scienziato e per il suo studio sull'effetto fotoelettrico. Ho lavorato per la CIA, e posso dirle che le applicazioni che si possono convincere partendo dalle teorie di Einstein sono davvero numerose, soprattutto in campo militare.>>
Trascinato dall'entusiasmo, fece un ampio gesto con la mano che colpì il flacone pieno di un liquido azzurrognolo sulla cattedra, facendolo volare per aria. Oksa non poté impedirsi di intervenire: il flacone si bloccò a due metri da terra, restando perfettamente in verticale, poi tornò a posto sul ripiano della cattedra da dove era partito. Tutto in meno di due secondi, e senza che nessuno fosse intervenuto... manualmente. Oksa si morse il labbro, esterrefatta per quel suo grossolano errore. Merlin continuava a risciacquare le pipette: da parte sua nulla da tenere. Per quanto riguardava McGraw, invece... Accidenti! Il professore teneva gli occhi inchiodati su di lei con aria impassibile. Impassibile! Aveva visto tutto, Oksa lo sapeva. Eppure se ne restava là, imperturbabile, come se quello che era appena accaduto sotto i suoi occhi fosse normale!
<<Riparleremo di Einstein più avanti, se non vi dispiace...>>concluse infine. <<Adesso, raggiungete i vostri ocmpagni.>>
Oksa non se lo fece dire due volte. Sconcertata, raccolse lo zaino e, con il cuore che le batteva forte, uscì in tutta fretta tallonata da Merlin.

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